InTheMusic: Vetro, Hygge

Antonio Pietrapertosa, in arte Hygge, è un artista di Potenza classe ’99.

Tutto è iniziato nel giorno in cui gli è squillato il telefono in classe, quando al liceo la più bella dell’istituto non ha ricambiato il follow su Instagram o quando ha scritto a quella ragazza su Messenger. Scrive canzoni da quando era bambino, ora vuole il futuro, un futuro in VHS.

È da poco online Vetro, una canzone pop, diretta e spensierata. Hygge voleva sentirsi libero di fare cose all’apparenza insolite o strane, provare a cantare di piccoli gesti che lo facciano sentire bene e divertire.

Vetro è un po’ così come quel camioncino che ti sveglia alle 4 di notte con un rumore incredibile di bottiglie che si spaccano, un gran rumore di cose semplici. Una canzone sincera per noi che ci vogliamo bene davvero.”

Hygge

“Vetro” è una canzone pop, diretta e spensierata. Come nasce?

Nasce metà a Potenza e metà a Bologna, è una canzone pop, abbastanza diretta. L’ho presa come un esperimento, un po’ tutto l’ep lo è, a 20 anni ancora non so su che genere buttarmi, cosa dire, come dirlo, non so ancora bene cosa mi piace fare di preciso.

Ho provato il pop, non credo di insisterci più di tanto ma son soddisfatto del risultato.

Ci sono influenze da tutte le nuove sonorità odierne, ma c’è un genere nel quale la si potrebbe accostare?

Faccio musica leggera, non mi piace essere etichettato in un modo piuttosto che in un altro. Lo faccio da indipendente, ma questo non vuol dire che mi sento parte di una scena indie, per me i grandi nomi fanno scena a sé, il resto è imitazione e non mi va di accodarmi.

Ci sono tante metafore accostabili a Vetro, le stesse che in qualche modo ripercorrono anche il tuo modo di fare musica. La frase che hai utilizzato è: “Una canzone sincera per noi che ci vogliamo bene davvero”: cosa significa?

Cerco di creare sempre un forte legame tra me e il mio pubblico, parlo molto con le persone che mi scrivono su Instagram ad esempio. Questa frase l’ho scritta pensando alle persone che mi vogliono bene, che ascoltano i pezzi, che vengono ai concerti, questa canzone può quindi essere il nostro posto sicuro, dove ritrovarci nei momenti difficili.

Questo singolo è come se fosse una versione italiana contemporanea dei Liquido: questa band c’è tra i tuoi riferimenti musicali?

Sinceramente no, ma mi fa piacere se noti la somiglianza. Forse quando ho scritto Vetro non avevo particolari riferimenti, ricordo che mi è uscita all’improvviso, in 10 minuti era già finita. Lo stile è fresco, spensierato, volevo mettere allegria.

Cosa rappresenta l’artwork del singolo?

È una memory card, quella delle prime console di videogiochi, è un riferimento ai ’90 e ’00, i decenni su cui mi concentro, quelli che mi fanno sentire a casa, bambino.

Chi ti ha aiutato nella produzione del singolo?

Mi ha aiutato Simone de “I Tristi“, spacca, ci conosciamo da qualche anno. Abbiamo una bella intesa, è produttore di tutto l’ep, dei singoli precedenti e anche dei prossimi lavori. Credo che un rapporto di stima reciproco sia fondamentale per tirare fuori il meglio di un artista.

Cosa puoi dirci del video ufficiale di Vetro?

Il video è girato da “Il regista dei telefonini“, già regista di Leo Pari e Supernino. Lo abbiamo girato interamente con un cellulare e un app da 2€, niente idee fenomali dietro, solo io, Milano e clip così come ci venivano al momento.

È un video molto facile, sincero, come la canzone, sono molto soddisfatto del risultato finale.

A quando il prossimo singolo?

Probabilmente usciamo direttamente con l’ep, dentro ci saranno i 3 singoli già usciti ed altri due nuovi. Uno parla di una città che ho utilizzato come esempio per descrivere tutte le realtà di provincia, è come se l’avessi presa a campione per raccontare cosa succede in queste piccole zone un po’ abbandonate. È la mia preferita.

Stiamo lavorando a qualche piccolo progettino anche a livello video, adesso vediamo cosa esce. Insomma, posso dire poco ma ho detto tutto!

Hygge, Vetro

Siamo riusciti da subito a percepire tutte le emozioni che Hygge ha voluto trasmettere all’ascoltatore. Le sonorità del brano, in sottofondo alla voce dell’artista, ci hanno fatto capire cosa significa la spensieratezza. Ascoltate anche voi Vetro e fateci sapere cosa ne pensate!

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Credits: Ufficio stampa Conza Press

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