InTheMusic: rovere, interview

In breve, i rovere sono una band indie bolognese formata da 5 ragazzi con la passione per la musica: Nelson, Luca, Lorenzo, Marco e Davide. Il progetto “rovere”, tutto scritto in minuscolo, nasce qualche anno fa e senza ombra di dubbio, rappresenta oggi una delle band più affermate nel filone indie-pop. In poco tempo, infatti, i rovere sono diventati una vera e propria entità nel panorama musicale italiano con una musica capace di coinvolgere l’ascoltatore in un loop di positività. I tour, poi, sono una parte importante del rapporto che hanno con i loro fan e rappresentano il momento in riescono a trasmettere energia a quanti li ascoltano dal palco. Il successo che stanno riscontrando oggi è il frutto di tanto lavoro e altrettanta dedizione. Il loro debut album, “disponibile anche in mogano”, ha ottenuto ottimi risultati e, alla fine del tour legato a questo progetto, hanno condiviso con il pubblico tre nuovi brani pubblicando l’EP “ultima stagione”. Dopo la collaborazione con la band Legno nel brano “Instagrammare”, sono usciti con un nuovo brano intitolato “mappamondo” e proprio in occasione di questa pubblicazione abbiamo deciso di intervistarli per voi! Non perdetevi l’intervista!

Band: rovere
Componenti: Nelson Venceslai, Luca Lambertini, Lorenzo Stivani, Marco Paganelli, Davide Franceschelli
Età: 26-28
Città: Bologna
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: mappamondo, tadb, caccia militare, peter pan, stupido clark kent
Album pubblicati: disponibile anche in mogano, ultima stagione (EP)
Periodo di attività: 2016 ad oggi
Genere musicale: Pop - Indie

In breve, i rovere sono una band indie bolognese formata da 5 ragazzi con la passione per la musica. Prima di ogni cosa, però: chi sono i componenti di rovere?

I rovere sono una band indie bolognese formatasi nel 2016 e composta da Nelson Venceslai, Luca Lambertini, Lorenzo Stivani, Marco Paganelli e Davide Franceschelli. Viviamo in città diverse, chi tra Modena, Firenze o Bologna, ma il nostro ritrovo è in quest’ultima, tra l’altro nostra città d’origine. Oltre alla passione per la musica, alcuni membri della band fanno parte di un canale Youtube chiamato “Space Valley”. Gli altri componenti lavorano come insegnanti, medici e tecnici audio-video. Ci siamo trovati un po’ per caso: Lorenzo e Luca si conoscono dalla prima elementare. Incontrando Davide formano la loro prima band. Poco dopo la fine di questo progetto iniziano a provare in saletta con il coinquilino di Davide, Nelson. Da lì parte tutto, un po’ per caso, in una saletta nella zona industriale di Bologna. Col passare del tempo conosciamo Marco e da lì decidiamo di iniziare a fare anche concerti, oltre che pubblicare solo canzoni su internet. Ci siamo divertiti molto e da lì non ci siamo più fermati.

rovere, scritto in minuscolo, questo il nome della band. Qual è il suo significato?

Quando ci siamo seduti al pub per decidere il nome della band sono venute fuori idee molto stravaganti e bizzarre. Quella che sentivamo ci rappresentasse di più era proprio “Rovere”. L’unico problema è che non ci piaceva come compariva scritto, abbiamo provato a scriverlo minuscolo e funzionava. Da lì l’idea di scrivere tutti i comunicati ufficiali dai nostri social in minuscolo. Col passare del tempo ha significato per noi anche un senso più profondo. In un mercato musicale in cui tutti vogliono tentare di apparire e farsi grandi, noi abbiamo deciso di rimanere “piccoli” e noi stessi, facendo musica che ci piace e ci diverte suonare.

Il progetto “rovere” nasce qualche anno fa. Agli inizi era composto da tre membri, ma ad oggi siete cinque: quando avete deciso di intraprendere un percorso nella musica insieme e quando avete deciso di allargarvi?

Il cambiamento di formazione da 3 a 5 membri è stato un passaggio molto naturale. Siamo sempre stati in 5, ma da un punto di vista ufficiale apparivamo come 3. Da sempre avevamo il desiderio di cambiare e ufficializzare la cosa. Abbiamo deciso di comunicarlo con la ricorrenza del primo anniversario del nostro disco “disponibile anche in mogano”. Ora ci sentiamo completi.

Senza ombra di dubbio, rappresentate una delle band più affermate nel filone indie-pop. I vostri riferimenti musicali, nella vita quotidiana, appartengono a questo genere?

La cosa particolare della nostra band è che veniamo da mondi musicali completamente diversi tra loro. C’è chi ascolta particolarmente cantautorato italiano, chi solo musica Rock anni 80-90, chi musica Folk e chi Pop inglese. Fare musica insieme è sempre una sfida, perché è l’incontro tra tante influenze diverse. L’obiettivo è quello di creare musica che nonostante queste differenze rappresenti tutti, una sorta di punto d’incontro. Ovviamente come si può intuire ci vuole tanto tempo e capacità di mettersi in gioco… e ogni tanto qualche litigata, dai.

In poco tempo, i rovere sono diventati una vera e propria entità nel panorama musicale italiano. La vostra musica coinvolge l’ascoltatore in un loop di positività, durante i tour riuscite, invece, a trasmettere energia a quanti vi ascoltano dal palco. Qual è l’obiettivo della vostra musica e come definireste il vostro stile?

Le canzoni che pubblichiamo nascono da un desiderio comunicativo. Ci sono canzoni all’interno del nostro primo disco che dai provini hanno subito pochissime modifiche prima di arrivare alle registrazioni finali. Portarle davanti ad un pubblico è la cosa più emozionante del mondo. È stato veramente incredibile vedere il pubblico aumentare. Inizialmente suonavamo in locali piccoli, davanti magari a un pubblico principalmente di amici e parenti. Col passare dei mesi abbiamo assistito alla nascita di gruppi di persone che avevano piacere a seguirci per l’Italia e cantare a squarciagola le nostre canzoni. È veramente indescrivibile.

Il successo che state riscontrando oggi è sicuramente il frutto di tanto lavoro e altrettanta dedizione. Come siete riusciti a definire il vostro sound e quali sono i vostri caratteri principali?

È vero, ci è voluto molto tempo per arrivare all’idea di sound del nostro primo disco. Ci siamo dovuti conoscere, provare a scrivere qualche canzone insieme, capire cosa ci piacesse e cosa no. Il vero segreto di tale risultato sta nel team di lavoro che si è venuto a creare intorno alla band. Partendo dal produttore che ci ha dato una direzione col primo disco, Giorgio Patelli, per poi passare agli studi di Muxland dove lo registrammo e che ancora oggi ci accompagnano come team tecnico in tour. Ovviamente non si può non citare il nostro manager Gianrico Cuppari. Avere un team di lavoro ampio e professionale ci ha sicuramente dato gli strumenti per poterci esprimere e fare i primi passi nel mondo musicale.

Il vostro debut album “disponibile anche in mogano” ha ottenuto ottimi risultati e, alla fine del tour legato a questo progetto, avete condiviso con il pubblico tre nuovi brani pubblicando l’EP “ultima stagione”. Come nascono questi due progetti e, a distanza di diversi mesi, siete soddisfatti dei risultati ottenuti?

Ovviamente siamo molto soddisfatti delle nostre pubblicazioni. Sono il frutto di tanto tempo e di tante fatiche e sacrifici. Il primo disco nasce dall’esigenza di voler racchiudere in un contenitore il lavoro di più di due anni. Avevamo già pubblicato 3 canzoni e avevamo la necessità di creare un disco per poterlo portare in tour in giro per l’Italia. “Ultima stagione” invece nasce in modo diverso, proprio durante i mesi di tour. Tra una data e l’altra ci fermavamo in qualche hotel, allestivamo un piccolo home studio e registravamo le idee che avevamo in testa. Da lì il desiderio di fare un’ulteriore pubblicazione e condividere anche quel momento di scrittura col nostro pubblico, da condividere, poi, in un ulteriore tour invernale.

Dopo la collaborazione con la band Legno nel brano “Instagrammare”, siete da poco usciti con un nuovo brano intitolato “mappamondo”. Come nasce questo brano e qual è il messaggio che avete voluto trasmettere?

L’esperienza coi Legno è stata molto divertente e istruttiva. È praticamente l’unica collaborazione che abbiamo fatto nell’ultimo anno. Abbiamo dovuto collaborare a distanza, mandandoci idee su WhatsApp. Un modo diverso di lavorare ma che ci ha comunque portati a una bella collaborazione che ci sta dando tante soddisfazioni. Il nostro nuovo brano “mappamondo” nasce in un periodo simile, durante la quarantena. È stato uno dei primi brani a cui abbiamo iniziato a lavorare. Lorenzo aveva scritto questo intro musicale che era piaciuta a tutti, Marco ci ha aggiunto un giro di chitarra, Luca una parte del testo, Davide la linea di basso e Nelson un’altra parte di testo e il cantato. Con tante riunioni su Skype siamo riusciti a scriverla interamente senza vederci. L’abbiamo ascoltata per la prima volta tutti insieme durante la registrazione in studio a Milano, è stato molto strano. La canzone rappresenta bene i nostri stati d’animo durante questa fase così particolare delle nostre vite, i nostri desideri e le nostre speranze che emergono e diventano musica. Ne andiamo molto fieri ed è stato molto emozionante ricevere un feedback così positivo da parte dei nostri fan. 

Acquistabile in tutte le librerie e le piattaforme digitali, “Disponibile anche a fumetti” è la graphic novel che vi vede come protagonisti. Come e perché avete deciso di approcciarvi al mondo della fumettistica? 

È una sfida che ci hanno proposto i ragazzi di Becco Giallo. Subito siamo rimasti molto affascinati da questa loro idea, diventare un fumetto era un sogno che non pensavamo di avere ma che vedere realizzato ci ha dato tanta gioia. Entrare in una libreria e vedere un libro con le nostre facce disegnate sopra è veramente una sensazione strana, difficile da spiegare. Ti senti davvero fortunato e fiero di quello che si sta facendo insieme.

Domanda per i più curiosi: avete in programma un nuovo album per questo anno? 

Stiamo scrivendo tanto. Abbiamo registrato molte idee, alcune sono già in una fase avanzata, altre meno. Non abbiamo fretta, vogliamo fare musica che ci soddisfi al 100%. Per fare questo ci vuole calma e tanto impegno. Ovviamente non vediamo l’ora di condividere le nostre canzoni con il pubblico, ma siamo ancora in fase creativa. Tempo al tempo e ne usciranno delle belle.

C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

Ciao ragazzi!

Grazie per aver letto questa bella intervista insieme agli amici di Siloud! Ovviamente correte a sentire le nostre canzoni, in particolare “mappamondo” e fateci sapere cosa ne pensate, siamo molto curiosi di una vostra opinione. 

Un abbraccio e speriamo di vederci presto, noi, voi e un palco!

rovere for Siloud

Facebook: @rovereband
Instagram: @rovereband

Credits: Astarte Agency, Tuttomoltobenegrazie, Muxland Production, Morevox-Milano, Yellow Rabbit Studio
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