InTheMusic: QOIO, interview

QOIO sono Elia e Cristian, due giovani artisti di cui videochiamate e computer sono la base del loro rapporto sociale e musicale. QOIO è quindi un duo: due cervelli in perfetta sintonia e uniti musicalmente da anni. Con uno stile molto cupo, per certi tratti assimilabile ad alcuni filoni dell’elettronica, l’obiettivo che hanno dichiarato di perseguire è quello di voler portare alla luce zone d’ombra finora rimaste nascoste dentro un cuore e dentro un hard disk.
Specchio nero” è un vortice oscuro che vuole attrarre nelle profondità digitali: con questo primo inedito QOIO si affaccia ufficialmente al panorama musicale.

Band: QOIO
Componenti: Elia, Cristian
Età: 36, 32
Città: Torino
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Virtuale, Specchio nero
Periodo di attività: dal 2020
Genere musicale: Elettronica, Sperimental Pop
Piattaforme: Spotify, iTunes, Google Play

Chi c’è dietro QOIO?

Dietro QOIO ci sono Elia e Cristian. Abbiamo rispettivamente 36 e 32 anni. Non siamo proprio vicini di casa in quanto arriviamo uno dalla provincia di Vercelli e l’altro da quella di Cuneo. Infatti lavoriamo insieme ma distanti. Videochiamate e computer sono la base del nostro rapporto sociale e musicale. Ma oggi si può fare, quindi.

IO (Elia) sono nel settore ristorazione e Cristian è un insegnante di batteria.

Abbiamo fatto qualche ricerca sul vostro nome d’arte, ma siamo riusciti a trovare molti riferimenti. Cosa significa e perché avete scelto di farvi rappresentare proprio da esso?

La scelta del nome “QOIO” è puramente di fattore estetico e di unicità. Non ha nessun significato particolare, semplicemente e facile da ricordare e a quanto pare sembrerebbe unico visto che cercando per esempio su Spotify non è presente nessun altro con questo nome.

QOIO è un duo, o meglio due cervelli uniti musicalmente da anni. È stata la vostra sintonia a spingervi nel creare qualcosa insieme?

Sì esatto, già da subito c’è stata sintonia musicale che ovviamente ha anche unito le amicizie. Ci siamo conosciuti a Torino (città luogo di crescita artistica per entrambi) nel più classico dei casi dove una band cerca musicisti, si suona un po’ insieme poi ci si scioglie per discrepanze artistiche e logistiche. Da quella rottura noi due siamo rimasti uniti e abbiamo deciso di portare avanti un progetto insieme. Questo succedeva quattro anni fa. In breve tempo ci siamo chiusi in studio e abbiamo iniziato a produrre brani e a capire che le idee prendevano vita con facilità e spontaneità rendendo sempre più unico il legame musicale che avevamo. Questi brani rimarranno poi chiusi dentro un hard disk (causa scelte di vita), fino a quest’anno in cui abbiamo deciso far nascere definitivamente il progetto che ora si chiama QOIO.

Avete uno stile molto cupo, per certi tratti assimilabile ad alcuni filoni dell’elettronica. Questo ci confonde a tal punto da non riuscire a identificare direttamente quali sono i vostri riferimenti musicali. È per questo che lo chiediamo a voi: quali artisti e quali generi musicali ascoltate generalmente?

Specchio Nero” è un brano misterioso, non fa trasparire l’anima della nostra musica, volutamente abbiamo scelto questo brano per spiazzare l’ascoltatore.

In realtà ascoltiamo molti generi e molti artisti, siamo sempre affamati di musica. Dal reggae alla drum&bass, dal pop all’elettronica da club. Sicuramente con i prossimi singoli in uscita avrete modo di identificare meglio il nostro sound.

L’obiettivo che avete dichiarato di perseguire è quello di voler portare alla luce zone d’ombra finora rimaste nascoste dentro un cuore e dentro un hard disk. Come nasce QOIO e come pensate di riuscire a raggiungere lo scopo che vi siete prefissati?

Semplicemente facendo musica. Ovviamente lo scopo finale è sempre arrivare a qualcuno e far ascoltare la nostra musica, ma oltre alle nostre zone d’ombra che scopriamo facendola, speriamo che anche chi ci ascolta si accorga di ombre e lati nascosti di se che forse è ora di portare alla luce.

Il vostro è un progetto nuovo, ma non sembrate essere alle prime armi. Qual è il vostro percorso passato nella musica?

Entrambi abbiamo un background musicale, dei percorsi diversi ma che ci hanno fatto maturare da renderci consapevoli di ciò che vorremmo dalla musica e ciò che noi possiamo dare alla musica. Tutti e due abbiamo altri progetti oltre a QOIO, ma questo in particolare è il nostro e ci mettiamo la nostra esperienza e le nostre energie.

Per il momento avete esordito con uno stile molto controverso, ma avete intenzione di produrre anche brani dallo stile più comune. In che modo state ricercando un vostro sound e qual è il processo creativo che vi porta a definire un vostro progetto musicale?

Certo, diciamo che “Specchio Nero” è solo la punta dell’iceberg, ci sono in programma brani molto più catchy e immediati.

La ricerca del sound non smette mai, sicuramente un’impronta di base forte c’è già, grazie alle nostre rispettive attitudini musicali che si sono amalgamate bene, io (Elia) nasco come cantante compositore di base e scrivo i testi suono sintetizzatori e Cristian batterista e quindi parti ritmiche principalmente, drum machine e percussioni: questo ha fatto ciò che avendo due background diversi ma idee estetiche molto simili non abbiamo trovato difficoltà iniziali, tutto il resto si è rafforzato col tempo.

Sono del parere che in fase di scrittura e quindi nel momento creativo non ci sono regole di base, quindi un brano può nascere nei modi più disparati. Io (Elia) sono forse la parte che lavora più di ‘pancia’, tra la scrittura dei testi ed essendo voce del progetto e Cristian la parte più tecnica che quindi si occupa del comparto di mixaggio e equalizzazione. Questo porta ad un equilibrio necessario per la riuscita dei nostri brani.

“Specchio nero” è un vortice oscuro che vuole attrarre nelle profondità digitali. Con questo primo inedito QOIO si affaccia ufficialmente al panorama musicale: come nasce questo singolo e cosa avete voluto raccontare?

Questo singolo in particolare l’ho scritto io (Elia) e successivamente Cristian l’ha reso quello che è aggiungendo tutte le parti ritmiche.

Quando l’ho scritto ricordo che avevo circa 38,5 di febbre ed ero in pieno binge watching di Black Mirror e Altered Carbon, ormai rinomate serie Netflix. È un brano impulsivo, un po’ come la mia scrittura in generale, nato da un giro di synth acuti e graffianti quasi fastidiosi, immaginando un mondo fittizio creato da turbini digitali nati da una realtà virtuale comandata dal cervello. Una visione distopica, anche se non troppo visti i tempi, dell’uso della tecnologia virtuale. Temi sicuramente trattati in una serie appunto come Black Mirror.

Online è disponibile anche il nuovo brano “Virtuale” in featuring con Santiago Keikei. Cosa potete dirci sul pezzo e la collaborazione?

Esatto, il brano è uscito venerdì 3 luglio quindi fresco fresco di pubblicazione e si intitola appunto “Virtuale”. Il pezzo è il diretto seguito di “Specchio Nero”, come temi trattati e testo, anche se nonostante il titolo riporta un po’ più alla realtà ed è sicuramente meno distopico come atmosfere.

Virtuale parla di un mondo pieno di pixel colorati e falsità che ci impediscono di renderci conto di quanto ci stiamo allontanando dal vero contatto umano e di come può essere bello per una volta alzare gli occhi su di un cielo azzurro e limpido. La collaborazione con Santiago Keikei l’abbiamo voluta noi. Sin dall’inizio discutevamo di volere per questo brano un feat con un rapper, viste le ritmiche serrate calzava a pennello. Santiago è stata la scelta più ovvia provenendo anche lui musicalmente da Torino e conoscendolo sia personalmente che artisticamente già da un po’ di anni. Calza a pennello la sua scelta delle parole taglienti ed efficaci tanto quanto il suo rap diretto e mai banale.

Ormai avete dato il via al vostro duo di cui il brano “Specchio nero” ne rappresenta solo l’inizio. Quali sono i vostri progetti per il futuro?

Specchio nero e Virtuale hanno segnato l’inizio del nostro percorso. In futuro pubblicheremo altri singoli a cadenza regolare per poi arrivare ad un album. Durante questo percorso accoglieremo reazioni e feedback e vedremo cosa ci aspetta.

Grazie a Siloud per l’occasione. Speriamo di digincontrarci presto.

C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

Se siete incuriositi da QOIO restate affamati, vi sazieremo a dovere.

QOIO for Siloud

Instagram: @qoio_pagina
Facebook: @qoioproject

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