InTheMusic: Bartolini, interview

Giuseppe Bartolini, in arte Bartolini, ha 25 anni ed ha origini calabresi. Il suo sound mostra chiaramente il suo percorso di vita, partendo dalla Calabria, passando per Roma e arrivando a Manchester. In realtà, le ispirazioni al cantautorato pop italiano e alle sonorità britpop si mescolano alla nuova scena d’oltreoceano, creando atmosfere dal sapore fortemente internazionale. Il progetto Bartolini sta catturando l’attenzione di molte personalità sia del mondo della musica che del cinema e dello spettacolo: tutto questo vuol dire che la sua musica arriva in maniera molto diretta a chi l’ascolta.
Penisola” è il suo ultimo album, un vero e proprio capolavoro che conferma il fatto che Bartolini sia tra le personalità emergenti più interessanti.

Nome: Giuseppe
Cognome: Bartolini
In arte: Bartolini
Età: 25
Città: Trebisacce (CS)
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Ferrari, Penelope, Manchester, Lunapark, Sanguisuga
Album pubblicati: BRT, Vol.1 (EP), Penisola
Periodo di attività: dal 2018
Genere musicale: Indie, Pop
Piattaforme: Youtube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music

Chi c’è dietro Bartolini?

Sono un ragazzo di 25 anni, nato a Trebisacce (CS) e vivo a Roma da diversi anni.

Ho iniziato a suonare la chitarra all’età di 11 anni per poi smettere di fare musica intorno ai 16 anni. Una volta trasferitomi a Roma ho iniziato a cantare e scrivere canzoni, prima in inglese e poi in italiano.

Perché hai deciso di utilizzare il tuo cognome come nome d’arte?

Ho avuto sempre un rapporto conflittuale con il mio nome ma nella scelta di un nome d’arte mi sembrava essere la cosa più giusta da fare.

Tutto è cominciato nella tua stanza, da giovanissimo, scrivendo canzoni. Cosa ti ha appassionato della musica tanto da volerne diventare parte attiva?

Sì, ho iniziato a suonare la chitarra da autodidatta all’età di 11 anni ma ho iniziato a scrivere e cantare molto più tardi. Una volta trasferitomi a Roma, nel 2014 ho iniziato a scrivere canzoni in inglese. Nel 2016 ho vissuto per un anno a Manchester dove ho iniziato ad esibirmi nei vari locali della città suonando le mie prime canzoni in italiano.

La scrittura è sempre stata una sorta di psicanalisi allo specchio per me. L’anno scorso è uscito il mio primo EP “BRT, Vol.1” accompagnato da un tour estivo. Il 3 aprile è uscito il mio primo album “Penisola” distribuito da Carosello Records.

Quali sono i filoni musicali che influenzano di più la tua musica e quali gli artisti a cui ti rifai di maggiormente?

Negli anni sono stato influenzato da molti generi musicali, in particolare da gruppi come The Smiths, The Cure, Durutti Column, Beach Fossils e molti altri. Anche guardando all’Italia, da artisti come Battisti e Dalla ma anche Luca Carboni, Loredana Bertè, Alan Sorrenti, Enzo Carella.

Il progetto Bartolini sta catturando l’attenzione di molte personalità sia del mondo della musica che del cinema e dello spettacolo: tutto questo vuol dire che la tua musica arriva in maniera molto diretta a chi l’ascolta. Qual è l’obiettivo di questo tuo progetto musicale e come definiresti il tuo modo di fare musica?

Sono molto contento che ci sia questa attenzione, non era una cosa che mi aspettavo.

Ho iniziato a scrivere perché ne sentivo il bisogno cercando sempre di scrivere delle canzoni che fossero senza tempo. Non ho un obiettivo specifico, vorrei solo continuare a fare quello che sento, cercando di dare sempre il massimo in tutto quello che faccio, ovviamente finché mi farà stare bene e mi sentirò ispirato.

Il tuo sound mostra chiaramente il tuo percorso di vita, partendo dalla Calabria, passando per Roma e arrivando a Manchester. In realtà, le ispirazioni al cantautorato pop italiano e alle sonorità britpop si mescolano alla nuova scena d’oltreoceano, creando atmosfere dal sapore fortemente internazionale. Come sei riuscito a definire questo sound che oggi ti caratterizza?

Come detto in precedenza, sono stato influenzato da molti gruppi internazionali ed italiani ma anche da generi totalmente diversi tra loro. Mi piace cercare di mescolare tutte queste influenze cercando un risultato personale. È un sound in continua evoluzione che sto ancora cercando di definire.

Quali sono le tue produzioni meno recenti e in che modo queste sono poi confluite nelle tue sonorità odierne?

Roma e Penisola sono le due canzoni più anziane di “Penisola” e devo dire che non è stato semplice inserirle all’interno di questo disco, sono anche un po’ diverse rispetto al resto del disco.

Mi piace molto suonare a casa, produrre. Il mio lavoro è un po’ come un puzzle, recupero melodie e poi le metto insieme cercando una formula finale che mi soddisfi partendo per lo più dalle chitarre.

“Penisola” è il tuo ultimo album, un vero e proprio capolavoro che conferma il fatto che tu sia tra le personalità emergenti più interessanti. Con queste produzioni hai dato provare che si possono superare i confini territoriali ed approdare dove si vuole. Come nasce questo progetto?

Vi ringrazio. Il disco è nato durante il 2019 e doveva contenere brani completamente diversi. Ho iniziato a scrivere delle canzoni nuove, che mi rappresentassero di più.

Il disco parla della mia quotidianità, delle persone che ho incontrato fino ad ora e che mi hanno ispirato particolarmente, del mio vissuto. Insieme ad Andrea Messina, abbiamo lavorato da settembre a gennaio in casa tutti i giorni cercando di dare un’anima alle varie canzoni del disco. Diverse canzoni sono nate proprio durante questo periodo.

Da inizio gennaio fino a metà febbraio ci siamo spostati al Jedi Sound Studio dove, con Jesse Germanò, abbiamo terminato le registrazioni del disco al quale hanno partecipato anche Giovanni De Sanctis (basso), Leonardo Sentinelli (batterie), Michele Di Muro ed Alberto Paone.

C’è molto da aspettarsi da Bartolini, è un progetto pieno di potenzialità e pronto a stupire in ogni occasione. Quali progetti hai per il futuro?

Sto lavorando a nuovi brani e collaborando con altri artisti. Spero che si possa riprendere a suonare presto.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Mando un saluto a tutti e chiedo ai lettori di stare vicino a noi artisti in questo momento drammatico e di venire ai concerti quando tutto questo sarà finito.

Bartolini for Siloud

Instagram: @olinibart
Facebook: @olinibartolini

Credits: Nina Selvini, Camilla Caldarola, Astarte Agency

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