InTheWeb: The lazy trotter, interview

Abbiamo scoperto The lazy trotter nel fantastico mondo del web e siamo subito rimasti affascinati dalla sua storia e dal suo mood. Allegra, introspettiva, viaggiatrice: Cristina Buonerba, la donna dietro il sito web, è un’amante della vita e dello yoga. Capace di avviarti ad un mondo tutto nuovo, fatto di equilibrio e contatto con la natura, oggi ha deciso di dedicarci un pò del suo tempo.

Nome: Cristina 
Cognome: Buonerba 
Età: 33
Città: Salentina espatriata a Milano 
Nazionalità: Italiana 
Professione: Content Creator 
Sito: www.thelazytrotter.com

Ciao Cristina, prima di qualsiasi cosa, chi sei?

Ciao a voi! Passaporto salentino, sono una grande amante dei viaggi e del mondo. È stata proprio la mia passione per tutto ciò che è “diverso” a spingermi a laurearmi in traduzione e, con il tempo, ad aprire The Lazy Trotter, il mio spazio al femminile online dove affronto il tema del viaggio a 360 gradi, partendo da consigli pratici su itinerari e destinazioni da non perdere, ma anche condividendo consigli su come stabilire il proprio benessere interiore, tra mente corpo e spirito.  

La Cristina che conosciamo oggi è il frutto di un periodo di crescita durato molto tempo e basato unicamente sulla tua voglia di viaggiare. Quanto questa passione ha cambiato la tua vita?

Credo oggi più che mai – e lo spero anche – che il mio periodo di crescita sia solo l’inizio di un percorso che mi accompagnerà durante tutta la vita. Fin da piccola mi divertivo a fare finta che le mie bambole provenissero da terre lontane e parlassero lingue diverse. Sono sempre stata affascinata da tutto ciò che è esotico, diverso e misterioso.

È stata proprio la mia curiosità poi a spingermi a intraprendere avventure di ogni tipo che hanno, inevitabilmente, plasmato la persona che sono oggi. Ho vissuto due anni in Australia, trascorso un anno in solitaria viaggiando con lo zaino in spalla attraverso il Sud Est Asiatico, ho vissuto in Guatemala e ho trascorso un paio di mesi in Senegal, tutte esperienze che mi hanno segnato nel profondo. 

Ogni paese è stato in grado di insegnarmi qualcosa e di mettermi a contatto con parti di me che, altrimenti, non credo che avrei potuto conoscere. Grazie al mio lavoro ho la possibilità di viaggiare il mondo e di vivere esperienze veramente incredibili anche se, crescendo – ahimè sto invecchiando – sto imparando ad apprezzare sempre di più le mie radici, a cui sono legatissima. 

Hai visitato molti paesi e conosciuto tante culture. Come è stato adattarti ed entrare in contatto con così tante comunità?

Se c’è una mia caratteristica della quale vado particolarmente fiera è la mia capacità di adattamento. È come se riuscissi a diventare camaleontica e assorbire l’essenza del luogo in cui mi trovo. Certo, ci sono terre dove riesco a connettere con maggiore facilità – sono una grande amante dell’Asia e dell’America Latina – rispetto ad altre – io e i luoghi freddi non andiamo particolarmente d’accordo, per esempio.

Credo che la cosa più importante alla base di ogni esperienza sia l’approcciarsi con curiosità e soprattutto con tanto rispetto delle tradizioni locali. 

L’Iran, ad esempio, è un paese che ho girato in solitaria e dove ho lasciato il cuore e che sono riuscita ad apprezzare nel profondo, proprio perché mi sono completamente immersa nelle tradizioni locali senza giudizio, ma con occhi curiosi. 

 C’è un viaggio, tra i tanti, che ti ha cambiato davvero la vita?

L’Australia e il Guatemala sono due terre che mi hanno cambiato tanto, trasformandomi nella donna che sono ora. 

La forte connessione con la natura mi ha permesso di entrare in contatto con la parte più vera di me stessa. 

Durante i tuoi viaggi, lo yoga ha dato una svolta importante e positiva alla tua vita. Cosa ti ha trasmesso questa disciplina?

Ho iniziato la mia pratica di yoga in modo costante mentre vivevo in Australia e da allora è stato puro amore. Questa disciplina si è trasformata in una vera e propria medicina per anima e corpo, rafforzando sempre di più il mio amore per l’Asia.  

 Nella tua bio in Instagram parli della tua convivenza con la fibromialgia, una condizione invisibile che oggi, dopo molti anni, viene riconosciuta come una vera e propria malattia debilitante. Come riesci a convivere con questa?

Si parla tanto di fibromialgia ma, a parer mio, non se ne parla nel modo corretto. Quella che viene definita come “una malattia autoimmune, cronica e senza cura” non è altro che il richiamo della nostra anima e del nostro corpo a cambiare stile di vita, a guardarci dentro e a liberarci da schemi mentali illusori. 

Dopo aver provato letteralmente di tutto – ho trascorso un anno a saltellare da un ospedale all’altro e da una cura farmacologica all’altra – ho deciso di ascoltare la mia voce interiore e di approcciare la mia condizione da un punto di vista naturale, energetico e spirituale, stravolgendo completamente la mia vita. E non avrei potuto prendere una decisione migliore. 

Nonostante conviva con il dolore cronico sono riuscita a dimezzarlo e, soprattutto, a smettere di combatterlo per riuscire finalmente ad accettarlo e a osservarlo come un messaggero, e non un nemico. Ed è proprio in quel momento che la mia vita è cambiata. 

Il benessere olistico è l’altro concept di cui ti occupo da tempo. Cosa puoi dirci riguardo questo argomento?

È stata proprio la mia esperienza personale a spingermi a lanciarmi verso il benessere olistico, ovvero verso un benessere che riguardi mente, corpo e spirito. Concetti che, spesso, vengono presi singolarmente, specialmente in occidente. 

Ho capito sulla mia pelle che noi siamo tutte queste cose insieme e proprio per questo ho voglia di condividerlo con il mondo intero, sperando di poter ispirare la mia community ad aprirsi a un approccio diverso dal solito, ma di grande impatto. 

The lazy trotter è il tuo angolo digitale dove condividi esperienze e consigli con i tuoi lettori. Com’è nata l’idea di curare un tuo blog?

Il mio progetto è nato proprio mentre vivevo in Guatemala. La mia vita lì era così interessante che non potevo non condividerla con il mondo. All’inizio parlavo solo della mia esperienza, poi ho capito che avrei dovuto mettere il mio ego da parte e iniziare a condividere consigli utili. E in effetti ha funzionato! 

 Hai sogni nel cassetto e progetti per il futuro?

Sto terminando il mio primo libro, anche se il mio sogno è quello di potermi dichiarare completamente guarita e priva di dolore. È un percorso, ma ci sto lavorando e so che prima o poi riuscirò a raggiungere la mia meta. 

Per il resto sogno di continuare a ingrandire la mia community di viaggiatrici del mondo e dell’anima, facendomi portavoce di un viaggio a 360 gradi. 

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Di ascoltarsi, sempre. Credo che non esista consiglio migliore. Il nostro istinto è la nostra bussola, mentre siamo in viaggio ma anche quando viviamo la nostra quotidianità. 

The lazy trotter for Siloud

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