InTheMusic: Soyle & Sunken, interview

Soyle & Sunken sono due ragazzi di Altamura, di 27 e 21 anni, uniti dalla stessa passione per la musica e da un profondo legame di amicizia. Il loro è un progetto musicale futuristico: hanno preso la musica house di qualche anno fa, l’hanno riempita di riferimenti musicali più moderni (che spaziano dalla musica elettronica al pop e all’indie) e l’hanno riadattata creando un prodotto tutto nuovo. Sono riusciti a reinventare un genere, riproporlo e dargli un aspetto di novità.
Ali” è il loro ultimo singolo, frutto di una maturazione ed un’evoluzione molto evidente del progetto Soyle & Sunken.

Duo: Soyle & Sunken
Componenti: Soyle, Sunken
Età: 27, 21
Città: Altamura
Nazionalità: Italia
Brani pubblicati: Per un po’, Strade parallele, Ali, Faro, Finirà, Ieri Sera, Sleep Start
Periodo di attività: dal 2020
Genere musicale: Pop, Elettronica
Piattaforme: Tutte

Chi c’è dietro Soyle & Sunken?

Soyle & Sunken sono due ragazzi di Altamura di 27 e 21 anni, che si sono conosciuti casualmente ben sei anni fa, quando hanno iniziato un percorso che non si sarebbe più fermato, uniti dalla stessa passione e da un profondo legame di amicizia. Oggi, anche in un ambiente difficile quale quello di provincia, riescono a dar voce alle proprie idee musicali. 

Come avete scelto i vostri nomi d’arte?

Ci imbarazza sempre un po’ rispondere a questa domanda! Quando si inizia molto giovani non si da molto peso alla scelta del proprio nome d’arte. Forse questa paradossalmente è stata una cosa positiva, perché per quanto l’origine di questi due nomi sia abbastanza banale, in realtà ne siamo molto orgogliosi, probabilmente a causa di un legame effettivo e della loro strana originalità.

Ebbene, “Soyle” non è altro che il cognome di Ciccio in norvegese (non chiedeteci il motivo perché probabilmente non esiste!), mentre “Sunken”, ovvero “infossato” in inglese, è legato all’aspetto dei suoi occhi, infossati fin dalla nascita. 

Quando vi siete conosciuti, perché avete deciso di cominciare un percorso musicale insieme e come sono divisi tra di voi i vari compiti?  

Tutto è iniziato da una semplice esigenza collaborativa nel 2016 per la produzione musicale di un brano. Da quel momento è nato un legame che, nonostante la differenza di età, si è rafforzato sempre di più. Questo è fondamentale secondo noi per mantenere solido un progetto così a lungo. Forse è proprio questo ciò di cui siamo più fieri: è davvero raro che ci siano incomprensioni o litigi e il livello di intesa ed empatia è davvero alto. Ecco perché, per quanto i ruoli siano sostanzialmente quello di cantante per Sunken, e quello di producer per Soyle, i pezzi vengono concepiti a 360° da entrambi e ognuno interviene nei compiti dell’altro, dando la propria sfumatura.

Producendo musica dell’ambito elettronico, si potrebbe pensare che i vostri riferimenti appartengano principalmente a questo genere; eppure, sentiamo anche rimandi all’indie e al pop. Quali artisti vi influenzano di più?

Siamo contenti che abbiate fatto una domanda del genere, perché in effetti la nostra musica non ha l’obiettivo di inserirsi in un genere specifico, ma è proprio il risultato di influenze derivate dai generi che avete citato nella domanda. Forse tutto questo deriva dal fatto che in realtà siamo cresciuti musicalmente ispirati da generi diversi. La sfumatura elettronica deriva sicuramente da Soyle, mentre quelle pop e indie (inglese e americano) da Sunken.

Se dobbiamo entrare nello specifico, ci ispiriamo soprattutto ad artisti che hanno fatto la storia della musica elettronica e pop (e non solo) dagli anni ’80 ad oggi, dai Depeche Mode, all’italo-disco, ai Joy Division, agli Swedish House Mafia, a Charlie Puth e The Weeknd.

Soyle & Sunken è un progetto futuristico: avete preso la musica house di qualche anno fa, l’avete riempita di riferimenti musicali più moderni e l’avete riadattata creando un prodotto tutto nuovo. Quali sono i caratteri principali della vostra musica e quali sono gli obiettivi che vi siete preposti?

La formula dei nostri pezzi è molto semplice in realtà: dar vita a pezzi che ‘facciano ballare’, ma che allo stesso tempo racchiudano tematiche a noi molto care, dal forte impatto emotivo. Questa scelta è derivata dalla forte necessità di fare musica che ci rappresenti al 100%. Siamo sicuri che solo così possano nascere pezzi davvero autentici. Siamo convinti che ogni tipo di pubblico avverta la differenza tra una canzone generata solo per fini commerciali e una che sia davvero frutto dello spirito di chi la compone. Non a caso, i pezzi che rimangono nella storia appartengono proprio a questa categoria.

Lavorare ad un sound così particolare immaginiamo che non sia stato facile. Avete dovuto reinventare un genere, riproporlo e dargli un aspetto di novità. Come siete riusciti a definire le sonorità che vi caratterizzano? 

In realtà è stato un processo molto naturale, come avete potuto immaginare dalle risposte precedenti. Influenze musicali diverse, unite ad una forte empatia, danno per forza vita a qualcosa di autentico. I nostri pezzi ufficiali sono stati rilasciati da inizio 2020, ma in realtà sono frutto di anni di lavoro e studio dei suoni che più ci appartengono e rappresentano. 

Sono online già diversi vostri brani. Con quale singolo avete esordito e quali sono state le vostre produzioni successive?

Dal 2016 ci siamo mossi su più generi e abbiamo collaborato con svariati artisti in veste di producers. Se dobbiamo fare riferimento al nostro primo singolo da ‘solisti’, quel pezzo è sicuramente “Per un po’”, primo pezzo sul nostro canale YouTube. Da quel momento abbiamo pubblicato altri due singoli su YouTube e vari brani su Instagram della durata di un solo minuto. 

“Ali” è il vostro ultimo singolo, frutto di una maturazione ed un’evoluzione molto evidente del progetto Soyle & Sunken. Insomma, questa produzione è la prova che ormai avete acquisito un’identità. Ci parlate di questo brano?

Ci fa molto piacere che abbiate percepito un’identità proprio in questo ultimo singolo, ma in realtà ogni singolo è rappresentativo di una sfumatura di questa identità, per appunto. Basta ascoltare “Strade parallele“, ad esempio, per riconoscere lo stesso intento espressivo anche con un genere musicale sostanzialmente diverso.

Per quanto riguarda “Ali”, si tratta di un pezzo nato durante la quarantena, che probabilmente ha influenzato la creazione del brano. Infatti la prima versione del pezzo è nata in un solo giorno, per quanto non avessimo neanche modo di incontrarci dal vivo. Una curiosità: la base stava per essere scartata da Soyle, ma fin dalla prima volta che l’ho ascoltata, mi sono venuti in mente in un solo pomeriggio sia la melodia che le parole. La quarantena è stato forse uno dei maggiori periodi produttivi per entrambi.

Quali sono i vostri progetti per il futuro e dove volete arrivare con la vostra musica? 

Il nostro unico obiettivo per ora è continuare ad esprimerci sempre meglio e raggiungere un livello sempre maggiore. Vediamo il successo più come una conseguenza che un obiettivo, siamo sicuri che sia questa la strada giusta da intraprendere. O almeno, questa è la strada più giusta per noi e siamo felici di star andando in questa direzione.

C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

Una delle più grandi sensazioni che provi quando ascolti musica è quella di trovare una parte di te nei brani a cui sei più affezionato. Quella sensazione che ti fa venire la pelle d’oca quando ascolti un pezzo, come fosse sempre la prima volta. Questa sensazione è alla base della nostra passione, e se riusciremo in qualche modo a riprodurre in voi le stesse emozioni mentre ascoltate i nostri brani, questa sì che sarebbe la più grande soddisfazione. Un abbraccio da Soyle & Sunken!

Soyle & Sunken for Siloud

Instagram (Soyle)@soyle_h24
Instagram (Sunken)@sunkenh24
YouTubeSoyle & Sunken

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