InTheMusic: Elisa Sapienza, interview

Elisa Sapienza ha 26 anni ma fin da piccola ha saputo che la musica era la sua passione e per questo ha frequentato diverse scuole che le hanno permesso di ampliare i suoi orizzonti e collezionare esperienze. È passata dagli spettacoli sotto la regia di Alfonso Lambo all’insegnamento, per poi finire cantautrice dal 2018. Tra dispute a colpi di like e dislike, provocazioni effimere, autotune no, autotune sì, anti trap/pro trap, arriva Elisa Sapienza. La sua ricetta acqua e sapone è un pop cantautorale senza scorciatoie, genuino e semplice come la ricetta tradizionale della nonna, a cui – per altro – Elisa è molto legata.  “Come la felicità” è il suo nuovo singolo: un delicato arpeggio di chitarra acustica, la confessione di una giovane ragazza che risponde alla vita con voce ancora adolescenziale.

Nome: Elisa
Cognome: Sapienza
Età: 26
Città: Milano
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Come la felicità, Eccezionali, Replay
Album pubblicati: Il tempo vola
Periodo di attività: dal 2018
Genere musicale: Pop
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music.

Prima di ogni cosa, chi sei Elisa?

Ciao, sono Elisa Sapienza, ho 26 anni e sono nata a Milano ma abito a Novate Milanese. A 16 anni ho iniziato, in veste di studentessa, a frequentare la scuola di musica del mio paese dove ho studiato sia canto che pianoforte. Nel 2015 ho deciso di perfezionare e approfondire i miei studi iscrivendomi al Vms di Loretta Martinez, dove sono attualmente diplomanda in didattica del Canto Moderno. Oggi insegno canto presso la scuola dove sono cresciuta, esperienza che mi sta permettendo di arricchire il mio bagaglio tecnico-espressivo. Oltre all’insegnamento e il continuo studio della materia musicale, mi sto dedicando interamente al mio progetto musicale.

Fin da piccola hai saputo che la musica era la tua passione e per questo hai frequentato diverse scuole che ti hanno permesso di ampliare i tuoi orizzonti e collezionare esperienze, ma come nasce questo amore?

Mi ha sempre affascinato il senso di libertà e benessere che mi travolgeva quando ascoltavo musica da piccola e che mi travolge tuttora. La musica mi fa sentire protetta e non giudicata, è sempre stata, in qualche modo la mia salvezza. In ogni momento, felice o triste che fossi, la musica mi ha dato speranza. Una delle poche cose che ricordo, anche sorridendo, è che quando ero al liceo mi sentivo strettissima e fuori luogo, volevo scappare per poter andare nella mia scuola di musica a studiare quello che amavo. Nonostante tutti gli ostacoli, nella mia testa, non è mai passata l’idea di abbandonare questa realtà.

Sei passata dagli spettacoli sotto la regia di Alfonso Lambo all’insegnamento, per poi finire cantautrice dal 2018. Quanto queste esperienze hanno modificato la tua carriera musicale?

Tutte le esperienze che ho fatto mi hanno trasmesso tantissimo, ho capito qual’era la strada giusta per me. Alfonso Lambo, oltre a essere un regista meraviglioso è stato anche il mio primo insegnante di canto e non smetterò mai di ringraziarlo, è difficile trovare insegnanti disposti a essere sinceri e farti crescere senza giudicare, lui è uno di questi, sa donare senza pretendere niente indietro, questo è importantissimo. Essere guidata da lui anche attraverso i diversi spettacoli teatrali che ho fatto è stato molto formativo, il lavoro di squadra mi ha sempre fatto sentire meno sola. L’arte è condivisione. Crescendo ho capito che la disciplina dove mi sentivo me stessa e che più mi appagava, era il canto, ho sentito l’esigenza di dovermi raccontare attraverso quello che scrivevo, probabilmente senza queste esperienze non l’avrei mai capito.

Tra dispute a colpi di like e dislike, provocazioni effimere, autotune no, autotune sì, anti trap/pro trap, arriva Elisa Sapienza. La tua ricetta acqua e sapone è un pop cantautorale senza scorciatoie, genuino e semplice come la ricetta tradizionale della nonna, a cui – per altro – sei molto legata. Come nasce il tuo sound e come lo definiresti? 

Non credo di avere uno stile che si possa definire, cerco di averne uno mio personale. Alla base di tutto c’è la verità, voglio mostrarmi come sono, senza artifici, senza dove urlare un pensiero. Preferisco una verità sottovoce a una bugia urlata. Come genere musicale mi piace il pop perché è, appunto, popolare e riesce ad arrivare a più persone possibili. Forse è il linguaggio più diretto. 

 “Come la felicità” è il tuo nuovo singolo: un delicato arpeggio di chitarra acustica, la confessione di una giovane ragazza che risponde alla vita con voce ancora adolescenziale. Qual è la storia che si nasconde dietro a questo singolo?

È un manifesto autobiografico, sono pensieri veri trasformati in musica grazie all’aiuto di Stefano Paviani. “Come la felicità” nasconde tanta verità, è uno dei messaggi più forti che mi sento lanciare. Essere coraggiosi e veri senza paura di niente. Non so definire bene cosa sia la felicità, può veramente voler dire tutte e niente e non so cosa si nasconda dietro a essa. Ho deciso di provare a cantarla per conoscerla meglio per provare a rendermela “amica”.

Chi ti ha aiutato nella produzione?

La produzione musicale è di Filadelfo Castro, produttore e arrangiatore tra i più bravi in Italia, è senz’altro, tra i più importanti incontri che abbia mai fatto in vita mia, sotto il profilo artistico e umano. Una persona meravigliosa che mi ha migliorato artisticamente e, ogni volta, mi sprona a fare meglio. A livello musicale è stata fatta una scelta coraggiosa, gli strumenti sono suonati dal vivo, è riuscito a dare alla musica una forma diretta e vera.

Si potrebbe pensare a un paradosso scrivere una canzone – storico mezzo di ambizione di massa – rifugiandosi in un verso “Vorrei solo sparire” che sa di agorafobia da mondo. Quanto di Elisa c’è in questo testo?

Come dicevo prima è un testo molto autobiografico quindi c’è tutto di Elisa. In tanti momenti chi non vorrebbe sparire o scappare lontano da tutto? Iniziare con una confessione molto forte come “Vorrei solo sparire…” per un’artista che ha deciso di esporsi con la sua musica, può sembrare paradossale, ma il messaggio di speranza che lancia il brano andando avanti con l’ascolto, ti fa un po’ scordare di quel “Vorrei solo sparire”.

Dobbiamo aspettarci un album?

No, “Come la felicità” non anticipa un album. Al momento preferisco fare uscire i miei brani come singoli in modo da poter dare valore a ogni traccia.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Per ora la mia intenzione è quella di far arrivare “Come la felicità” a più persone possibili. Continuamente scrivo pensieri che poi provo a trasformare in canzoni, quindi, ci saranno nuovi brani, nell’attesa di poter riprendere anche dei concerti live perché è la dimensione che più mi manca.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Li ringrazio per aver letto fin qui e, spero, abbiano ascoltato “Come la felicità“, confessando che ogni piccolo ascolto o condivisione è per me preziosa. Spero davvero che a loro possa essere arrivata la mia verità, attraverso il brano e attraverso queste parole, e mi farebbe piacere se anche loro possano rispecchiarsi in quello che è il mio percorso artistico. 

Elisa Sapienza for Siloud

Instagram@sapienzaelisa
Facebook: @sapienzaelisaofficial

Credits: Sara Salaorni, Safe&Sound

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