InTheMusic: Guendalina, interview

Guendalina Edvige Artuso, in arte Guendalina, ha 24 anni ed è di Milano. Con uno stile che cerca di unire la musica più pop/cantautorale del passato con sonorità estremamente moderne, l’artista cerca di far emergere la schiettezza, raccontando di esperienze personali o di storie, attraverso scenari immaginari, romanzati, puntando a creare un’atmosfera in cui chi ascolta può perdersi. Immersa da ormai dieci anni nel mondo della musica, nel tempo Guendalina ha cercato di cogliere più opportunità possibili legate alla musica collezionando moltissime esperienze nel settore.

Nome: Guendalina Edvige
Cognome: Artuso
In arte: Guendalina
Età: 24
Città: Milano
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Velluto Rosso, Antidoto, Ologramma, Revolution
Periodo di attività: dal 2010
Genere musicale: Cantautorato, Pop
Piattaforme: Spotify, YouTube, Apple Music

Chi è Guendalina?

Ho 24 anni, sono nata e abito a Milano. Dopo aver finito la scuola superiore alberghiera ho iniziato l’università di beni culturali, che poi ho dovuto abbandonare, e in seguito ho cominciato a lavorare come commessa. In tutto ciò studiavo musica e facevo esperienze in questo ambito. Nel 2019 non mi hanno rinnovato il contratto come commessa per cui ho deciso di volermi dedicare esclusivamente alla musica e farne un lavoro. Ho avuto un bel periodo di concerti (alcune date pagate e altri contest) e poi mi sono dovuta reinventare nuovamente a settembre.

Da poco ho iniziato a dare lezioni di canto per potermi mantenere quando possibile e ne sono contenta! Sono anche una cantautrice e scrivo da quando sono piccola, approfondisco dopo!

Come hai scelto il tuo nome d’arte?

Non c’è una vera e propria storia, è il mio nome e ho sempre percepito una certa forza che mi ha influenzata positivamente.

Sono ormai dieci anni che sei immersa nella musica: come è nata la passione per essa?

Anche qui non ho un aneddoto ben preciso. Ho sempre sentito il bisogno di dovermi sfogare scrivendo, ricordo che scarabocchiavo cose quando ancora non sapevo scrivere, pensando alla luna. Dal bisogno di scrivere e comunicare è nata poi la mia voglia di cantare e anche il canto stesso è un modo per sfogarmi, ho sempre preferito cantare i miei pezzi che le cover. La mia passione per il mondo artistico però è nata prima nella danza, infatti a quattro anni mia madre mi ha iscritto ad un corso di danza classica, ho continuato per dieci anni, poi ho smesso e ripreso l’anno scorso.

Quali sono i tuoi riferimenti musicali?

Non ho un genere preciso che ascolto, mi piace il pop elettronico ma anche l’indie-rock. Ci sono degli artisti che prendo come icone a cui m’ispiro, sia per la musica sia per il loro modo di essere, come Florence and The machine, Lady Gaga, Janis Joplin, Dolly Parton, David Bowie e anche Miley Cyrus. Musicalmente m’ispiro e ascolto Lorde, Banks, Fka twigs, Sevdaliza, Ernia, Cosmo, Barry White, Willow Smith, M83, Fleetwood Mac, Burt Bacharach, colonne sonore e tanti, troppi artisti. Banalmente prendo ispirazione da tanti generi musicali, attualmente per i miei pezzi sto cercando di mescolare il cantautorato al pop prendendo influenze dall’elettronica, dalla trap e dall’hip-hop e anche dalla musica popolare. 

Nel tempo hai cercato di cogliere più opportunità possibili legate alla musica, tra l’altro proprio negli ultimi anni ti sei anche dedicata allo studio del canto. TI andrebbe di raccontarci tutto il tuo percorso fino ad oggi?

Il tutto è partito alla corrida dell’oratorio, dove mi sono esibita per la prima volta assieme alle mie amiche che hanno cantato i cori e suonato. È stato bellissimo. In prima superiore poi ho iniziato a studiare canto ad un corso di canto gratuito che ha svoltato la mia vita, ho fatto diversi spettacoli con il gruppo del corso, integrando anche un po’ di teatro, e lì ho conosciuto la mia prima insegnante che poi ha continuato a darmi lezioni privatamente. All’inizio, non avendo grandi disponibilità economiche, mi sono arrangiata partecipando a corsi gratuiti, iniziative, casting, concorsi e lezioni private di canto saltuariamente. Mi sono buttata ovunque, anche perché volevo combattere l’ansia da palco. Con mio zio (poco più grande di me), pianista e produttore, abbiamo iniziato per gioco a fare delle canzoni assieme, poi successivamente lui si è dedicato solo alla produzione e io a scrivere le mie canzoni. Prima scrivevo in inglese, era più facile, avevo paura di condividere ciò che provavo in italiano, non mi sentivo neanche all’altezza. Dopo diversi anni ho realizzato che l’italiano ha grande potenziale se usato in maniera diversa dal solito, se si fa ricerca, se va oltre il superficiale, ci sono ancora tante strade da sperimentare!

Quando lavoravo studiavo privatamente canto, ho cambiato due insegnanti e infine l’anno scorso ho deciso d’iscrivermi all’accademia di musica Cpm, che finirò quest’anno, per avere almeno un piccolo attestato. Studio anche chitarra e da autodidatta ho imparato a comporre e ad accompagnarmi con il piano.

Dal 2016 ho fatto concerti in alcuni locali tra cui: l’Alcatraz di Milano per Emergenza Contest, il Legend Club, il Serraglio, il Circolo Agorà, il circolo Ohibò, l’Arci Tambourine, il Mare Culturale Urbano, le Troittor, la Cascina Martesana, il Restart Urban Festival e il Ca’ Vaina di Imola (etc.). Prima per i concerti suonavo con diversi amici-musicisti (drum pad- sax- piano- glock), poi a dicembre dell’anno scorso io e un chitarrista abbiamo messo in piedi una nuova formazione live: utilizziamo Ableton, con sequenze, aggiungendo chitarra, una tastiera midi con pad, e voce durante il live. Con questa formazione ho approfondito la conoscenza di software musicali, autoproducendomi alcune cover.

Ho sempre caricato video dei miei brani su YouTube, realizzati con le mie amiche, ottenendo interviste locali, sulle webzine e il passaggio dei miei brani in alcune radio e canali tv (etc.), in questo modo mi sono fatta da ufficio stampa.

Quest’anno mi sono iscritta anche al Corso di Tour Manager e produzione musicale presso Santeria Milano, vorrei diventare consapevole e imprenditrice di me stessa.

Vediamo che il tuo è uno stile che cerca di unire la musica più pop/cantautorale del passato con sonorità estremamente moderne. Quali pensi che siano i tratti caratteristici della tua musica?

Apprezzo il fatto che abbiate compreso le mie intenzioni. Scrivere per me è immediato ma riuscire poi a sistemare tutto in una canzone non è tanto facile. Quello che vorrei che caratterizzasse la mia musica è la schiettezza, riuscire a raccontare dell’esperienze personali o delle storie, attraverso scenari immaginari, romanzati, riuscire a creare un’atmosfera in cui chi ascolta può perdersi. In Italia ci sono tanti tabù, si osa poco in questo periodo storico, e vedendo icone del passato come Patty Pravo o Renato Zero, mi sembra ci si stia ammorbidendo. Togliendo la scena dei trapper/rapper, quella più provocatoria, c’è una concezione del pop troppo tradizionale e poco aperta alle novità, molto casta. Magari è solo il mio punto di vista.

La cosa che amo fare sono i concerti, avere un contatto diretto con il pubblico e sperare possa diventare una catarsi. Quando salgo sul palco voglio dare qualcosa alle persone, voglio fare uno show. Sono amante dell’arte, del teatro e delle discipline artistiche in generale, vorrei miscelare tutti questi elementi, anche prendendo ispirazione da pittori e poeti, e aggiungerli alla mia musica, provare a rendere le mie performance curate sia a livello coreografico che scenografico. Vorrei creare qualcosa di unico, e grazie all’aiuto anche del mio team di amiche e familiari sono riuscita a pubblicare videoclip delle mie canzoni, a fare grafiche originali e vestiti unici per le mie esibizioni. 

“Velluto Rosso” è il titolo del tuo ultimo singolo. Come nasce e come è stato prodotto?

“Velluto Rosso” è una canzone che ho scritto pensando ad un’esperienza che ho vissuto e spontaneamente ho preso spunto da diverse immagini, tra cui un quadro di Renoir. Ho voluto raccontarla sotto forma di storia romanzata, con provocazione, rabbia e delusione. È un pezzo che ho scritto due anni fa e che ho portato diverse volte live, poi l’ho prodotta appunto con mio zio Sam Lover, con le chitarre di Danilo Colloca, che ha suonato live con me.

In che relazione si pone questo tuo ultimo brano con quelli rilasciati prima?

Velluto Rosso è il secondo singolo di un progetto che ho deciso di cominciare a condividere quest’estate con Antidoto, che segna la svolta artistica più matura e consapevole, un taglio netto dalle altre produzioni. Questi brani hanno un filone con i brani che sto finendo e che pubblicherò, ognuno ha un’atmosfera, una sensazione, una storia diversa, e faranno parte di una piccola raccolta. 

Tutto ciò che è venuto prima era qualcosa di acerbo, sempre dettato dal voler sperimentare e provare stili nuovi e diversi. Ad esempio “Revolution” è un pezzo a cui sono molto affezionata perché è stata pubblicata da un canale straniero molto seguito e ha avuto oltre 170k visualizzazioni, con cui ho anche vinto il mio primo concorso “punta alle stelle” 2017 in Emilia- Romagna!

Quali progetti hai per il futuro?

Vista la situazione critica, penso sia proprio l’occasione giusta per pubblicare finalmente le mie canzoni, dopo due anni di ‘silenzio’ anche se potevo almeno fare concerti, adesso sento proprio il bisogno di condividere e vedere che impatto hanno le mie creazioni. Mi ha sempre frenato un po’ la paura, aspettavo qualche occasione, ma ho capito che non posso più aspettare e che devo tirare fuori tutto ciò che ho dentro, basta pensare troppo! Sperando poi di ritornare al più presto a fare concerti, perché mi manca tantissimo stare sul palco!

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Io non avevo grande supporto finanziario e morale da parte della mia famiglia, ho dovuto crederci io stessa (come in qualsiasi cosa) e impegnarmi da sola, facendo anche sacrifici, ricoprendo venti ruoli se è necessario e creandomi le opportunità da sola. Quello che vorrei comunicare è di continuare a credere e fare di tutto per realizzare qualcosa, perché tanti cercheranno d’influenzarvi nell’abbandonare un obiettivo, soprattutto come quello della musica che sembra così astratto per tanti. Se si è determinati e ci s’impegna a migliorare, si ottengono dei piccoli risultati!

Guendalina for Siloud

Instagram: @guendalinaedvige
Facebook: @guendalinamusic
YouTube: Guendalina

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...