InTheMusic: Anzj, interview

Anzj torna dopo l’album d’esordio Spazjo e i singoli bevo troppo (clancy) e neve a bali, reggaeton triste, esplorando sonorità hyper-pop, filone musicale sperimentale che sta raccogliendo sempre maggiori consensi oltreoceano. Il risultato è un brano inedito per il panorama italiano, caratterizzato da una volontà di sperimentazione che porta a risultati più aggressivi da “banger”, ma risultando coerente con il suo percorso musicale.

Nome: Andrea          
Cognome: Anzivino
In arte: Anzj
Età: 22
Città: Milano
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Stanza, Sadico sottone, un*cielo*di*stelle, 70POSIZIONI
Album pubblicati: Spazjo
Periodo di attività: dal 2017
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music, ecc.

Parlaci di te Andrea!

Mi chiamo Andrea, in arte Anzj, sono nato a Milano ma cresciuto in una valle piemontese (un po’ triste a mio parere, forse non ero fatto per quel tipo di vita, anche se crescendo piano piano sto rincominciando ad apprezzarla). Ho 22 anni (in realtà 21 ma li compio fra pochissimi giorni), sono tornato da un paio di anni a Milano e attualmente spero di arrivare a portarmi a casa il pane facendo una delle poche cose che cura il mio malessere: la musica.

Studi sin da piccolo la batteria e il pianoforte, già a 14 anni componi e produci: chi ti ha iniziato alla musica?

Entrambi i miei genitori ascoltano parecchia musica, ma posso per certo dire di non provenire da una famiglia particolarmente musicale. Alla musica infatti mi sono iniziato da solo, alle medie mi affascinava incredibilmente il pianoforte, a tal punto che lo iniziai a studiare sia a scuola che privatamente. Se non fosse stato per la mia pigrizia e il mio perfezionismo che spesso mi fa abbandonare troppo presto le cose a quest’ora starei frequentando pianoforte jazz al conservatorio. Nonostante non abbia mai avuto una costante formazione accademica sono ormai quasi 8 anni che da autodidatta mi do da fare per sviluppare un linguaggio musicale sempre più completo.

Quando decidi di cominciare a pubblicare sotto lo pseudonimo Anzj?

Dal 2014 ero su soundcloud con il nome “Anzy”, a sua volta derivante dal mio cognome. Quando iniziai a cantare sulle mie tracce (fine 2017) notai come fosse già pieno di persone chiamate “Anzy” sulle varie piattaforme (artisti non certamente celebri) e dato che ero consapevole della confusione che i digital store possono fare durante i caricamenti, decisi preventivamente di cambiare il mio nome in Anzj, che per quanto suoni indiano ha trovato poi una sua dimensione e una sua individualità abbastanza velocemente. Per me le j corrispondono alle i, tenetelo sempre a mente.

Quali sono le tue influenze artistiche e come queste entrano nella tua musica?

Sono sempre stato appassionato del suono in sé, quindi le influenze artistiche che maggiormente hanno impatto sulle mie opere sono opere musicali a loro volta. Trascendendo dalla musica potrei dire che sicuramente il surrealismo ha molto a che fare con ciò che esprimo, i miei testi presentano spesso realtà oniriche superiori rispetto a quella che viviamo e trovo molta ispirazione in opere di artisti come Magritte e Dalì.

Sonorità che spaziano tra pop, tra, future bass, lo-fi e molto altro. Come definisci il tuo sound?

Questa domanda mi mette sempre in crisi, odio definirmi e amo sperimentare. Quando ascolto musica divento come un bambino, appena sento un brano che mi gasa o che mi piace voglio immediatamente provare a fare qualcosa di simile ed emularlo, che sia letteralmente un notturno al pianoforte oppure un brano di musica elettronica sperimentale. Qualsiasi cosa io faccia risulta poi naturalmente arricchita da una componente personale che salta subito all’orecchio, e, anche se all’inizio non la sopportavo, ho imparato con il tempo ad apprezzarla e farla ancora più mia.

“Spazjo” è stato il tuo album d’esordio: cosa puoi dirci su questo progetto?

Non si tratta di un vero e proprio album ma più di un Ep, in quanto molte tracce erano già edite al tempo della pubblicazione. É un progetto nato e sviluppatosi in diversi mesi, frutto del desiderio di dare una narrazione ancora più lineare e coerente al mio percorso artistico dell’ultimo anno. Spazjo racconta del mio sogno, del mio viaggio nella vita e nella mia testa.

Oggi sei tornato con una co-produzione con Estremo nel brano “70POSIZIONI”. Com’è nato il pezzo?

Avevo appena ascoltato “Money Machine” dei 100 gecs e ho detto “fanculo proviamoci”. Ho iniziato io la produzione e ho dato struttura al drop che, dopo un paio di messaggi su whatsapp, è stato ampliato e arricchito dalle magie di Estremo. Una volta che la strumentale era terminata non avevo letteralmente idea di cosa scriverci sopra, ho inventato un linguaggio completamente astratto e difficile da collocare a livello di tematiche, però suonava bene: ascoltavo il brano e mi gasavo. La musica migliore o ti fa venire i brividi o ti fa venire voglia di ballare.

E com’è stato collaborare con Estremo?

Collaborare con lui mi fa sempre piacere perchè, oltre ad essere a parere mio uno dei produttori italiani più skillati con Ableton Live, mette sempre la musica al primo posto, sicuramente non sarà l’ultima collaborazione che facciamo assieme (no spoiler però). É anche stra bravo a riconoscere la coca-cola zero da quella normale.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Non amo spoilerare però posso consigliarvi di leggere il Laozi.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

2021 al contrario è 1202 e nel 1202 è partita la quarta crociata. Posso dire solo questo.

Anzj for Siloud

Instagram: @Anzjvino 
YouTube: Anzj

Credits: RKH

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