InTheArt: 360atelier, interview

360atelier è un’associazione che nasce dalla mente di quattro studenti della Facoltà di Architettura di Firenze con l’obiettivo di rendere reale un’idea: creare un gruppo di lavoro, luogo di menti varie e flessibili che riescono, grazie alla varietà di competenze, a cooperare insieme su temi artistico-architettonici. Oggi il team si compone di 9 membri, sei toscani, Nicla, Alessio P., Gabriele, Laura, Alessio S., Matteo ed è arricchito con soci pugliesi, Angelo e Alessandra, e Alessia, originaria dell’Abruzzo. La maggioranza dei componenti proviene da studi in Architettura, uno nel settore del restauro e una nel settore della comunicazione.

Team: 360atelier
Anni: 24-28
Città: Firenze
Nazionalità: Italiana
Sito web: www.360atelier.wordpress.com

Cos’è 360atelier?

360atelier è un’associazione che nasce dalla mente di quattro studenti della Facoltà di Architettura di Firenze con l’obiettivo di rendere reale un’idea: creare un gruppo di lavoro, luogo di menti varie e flessibili che riescono, grazie alla varietà di competenze, a cooperare insieme su temi artistico-architettonici. Il motto “Pensa, Voltati, Fai” è il fil rouge che lega tutto l’operato del gruppo, che si basa sull’essere sia ingegno che artigiano, sia filosofi che costruttori. “Il Pensatore” di Auguste Rodin (1840-1917) è diventato fin da subito l’immagine perfetta per rappresentare il carattere dell’Atelier. Un gruppo di ragazzi con la passione per le arti a 360 gradi, in particolare per l’architettura, che ha come scopo principale progettare, studiare, valorizzare ogni forma di espressione delle arti visive e intervenire nel patrimonio culturale nazionale. L’Atelier si propone come luogo d’incontro e di confronto nel nome di interessi culturali. Realizza installazioni artistiche per conto di persone fisiche, enti pubblici, privati e progetti di propria istanza. Il carattere artigianale è uno degli ideali che la stessa porta avanti, il termine atelier, che accompagna l’univoco messaggio 360 gradi, ne è la prova. 360atelier ha sede a Firenze nella Zona Aromatica Protetta – ZAP, un luogo sede di varie realtà a due passi dal Duomo.

Chi c’è dietro questo progetto e come vi siete conosciuti?

360atelier viene fondata due anni e mezzo fa da Gabriele, Laura, Angelo e Alessio, lavorando insieme ad un concorso di idee. Il gruppo si è allargato successivamente, includendo nel tempo vari nuovi membri. L’eterogeneità del gruppo è sempre stata il carattere fondamentale insieme al “dibattito divertente” che riesce a tirar fuori un’idea che proviene da menti diverse. Con la fondazione dell’associazione nell’agosto del 2018, si comincia a mettere le basi per un proficuo gruppo vario, cercando anche spesso menti che esulano dal settore artistico-architettonico. Oggi il team si compone di 9 membri, sei toscani, Nicla, Alessio P., Gabriele, Laura, Alessio S., Matteo ed è arricchito con soci pugliesi, Angelo e Alessandra, e Alessia, originaria dell’Abruzzo. La maggioranza dei componenti proviene da studi in Architettura, uno nel settore del restauro e una nel settore della comunicazione.

Una delle caratteristiche che identificano e accomunano i soci di 360atelier è la poliedricità, la curiosità e l’impegno continuo nell’imparare da ogni situazione e idea diversa. 

Qual è il significato del nome che utilizzate?

360atelier deriva da una visione dell’architettura a 360 gradi, dall’idea che ogni tipologia di arte e settore possa influire ed essere parte di un progetto di architettura. 

Questa visione viene estesa non solo al lavoro pratico dei progetti ma anche al nostro modo di agire, per generare un progetto poliedrico e versatile che prenda in considerazione diversi modi di pensare e soprattutto diversi bagagli conoscitivi, messi tutti a servizio di un unico scopo artistico-architettonico. 

La parola atelier invece assume la valenza dell’artigianato, ovvero un qualcosa che non è solo pensiero ma che viene poi portato a termine dalle stesse mani di colui che ha riflettuto. Il logo stesso del team è la semplificazione del Pensatore di Rodin che smette di pensare e si volta per agire. L’atelier è da sempre nell’immaginario comune quel luogo dove gli stilisti disegnano su carta gli abiti per poi realizzarli, la penna sul foglio si trasforma quindi in gesso sui tessuti e così via. 

La passione per le arti in generale è l’elemento che vi accomuna: come siete arrivati ad un progetto che mettesse insieme tematiche diverse e in che modo riuscite a metterle insieme?

Il punto forte di 360atelier è la divisione del lavoro secondo le virtù di ogni componente. L’elaborazione dell’idea in tutte le sue parti viene discussa e lavorata da tutte le voci presenti, ognuno esprime una visione diversa secondo le proprie competenze e interessi personali. È incredibile come anche tra coloro che hanno la stessa derivazione di studi, sia possibile dare origine a idee e punti di vista diversi, perché ognuno va ad attingere al proprio background personale.

L’idea viene lavorata da menti diverse, ognuno ha il proprio posto, ed è come un pezzo all’interno di un unico puzzle. La diversità nel nostro caso non è un freno ma un plusvalore.

Questo è l’ingrediente segreto che permette di avere poi un prodotto finale che manipola tante diverse tematiche fino a farle convergere in un unico risultato.

La vostra attenzione si concentra sulla valorizzazione di ogni forma di espressione delle arti visive, con l’obiettivo di intervenire sul patrimonio culturale nazionale. Quali sono le attività che svolgete nello specifico?

360atelier si occupa di progettazione e realizzazione di opere artistiche su commissione, pubbliche o private, o di propria istanza, lavorando a progetti che spaziano dalla progettazione di istallazioni per spazi esterni o interni che valorizzano il patrimonio culturale del luogo in cui vanno a posizionare l’opera, alla progettazione di vere e proprie installazioni e allestimenti museali, lavorando sulla trasposizione museale di opere di artisti contemporanei, traducendo il lavoro artistico. 

360atelier ha anche un settore dedicato alla redazione, mensilmente si impegna infatti nella redazione di articoli che spaziano in tematiche contemporanee legate al tema artistico-architettonico nelle riviste Edera Rivista, Quello Che C’è e nel blog CS arreda online.

Una delle attività che spesso promuoviamo è inoltre la possibilità di effettuare viaggi studio, legati all’accrescimento culturale; siamo inoltre spesso ospiti radiofonici a RadioCanale7 nella rubrica dedicata al cinema, dove tutti i nostri soci a rotazione possono preparare sipari per connettere l’architettura e l’arte in generale al mondo del cinema, un altro esempio della poliedricità delle tematiche trattate e che compongono il nostro lavoro.

360atelier organizza inoltre convegni e talk di vario tipo nei quali invita professionisti a discutere di tematiche del settore. All’interno della sede, provvista di uno spazio espositivo, 360atelier organizza anche mostre di arte contemporanea, tipologia di mostre denominate ZEP – Zona Espositiva Protetta, un nome che deriva dal nome della sede ZAP. 360atelier realizza anche progetti di design, come ad esempio un’enoteca, una tipologia di sedute polifunzionali interattive e delle teche espositive. Infine, 360atelier possiede anche una sezione formazione, accogliendo tirocinanti universitari.

Quali sono i vostri progetti più recenti e qual è quello che rappresenta al meglio 360atelier?

Uno dei nostri progetti più recenti e assolutamente riusciti è la Mostra dalla Matrice alla Materia, questo progetto è una mostra di arte contemporanea da noi interamente curata e che ci ha visto anche protagonisti insieme ad altri due artisti contemporanei, lavorando sia all’allestimento museale sia nello specifico a due installazioni artistiche. La mostra aveva come tema principale il rapporto tra Architettura e Natura, Uomo e Natura. Le installazioni artistiche erano nello specifico due teche che avevano l’intenzione di trasporre in modo tridimensionale le due diverse visioni di questo rapporto, visioni che poi si andavano a ritrovare nelle opere dei due artisti che ci hanno accompagnato in questo percorso. La mostra si è svolta in piazza del Duomo a Pistoia all’interno delle Sale Affrescate nel periodo di giugno/luglio 2020. La mostra è stata una dei primi eventi museali a riaprire dopo il primo periodo di lockdown causa Covid-19, questo è stato per noi e per il sindaco di Pistoia motivo di orgoglio, vista anche l’inaspettata quantità di visitatori che ha visionato la mostra.

L’opera che più però rappresenta il nostro lavoro è sicuramente ECHo.V, una installazione artistica realizzata in occasione del Millenario dell’Abbazia di San Miniato al Monte nel 2018. 

ECHo.V è un marchingegno che grazie all’utilizzo di specchi con semplici regole di riflessione permette la visione contemporanea della facciata dell’Abbazia e la piana fiorentina. L’opera era posizionata sul piazzale antistante la facciata della chiesa e riscosse molto successo nei turisti. L’opera rappresenta così tanto la nostra filosofia proprio perché oltre al lavoro progettuale, il progetto aveva anche la valenza artigianale.

Vorremmo, in realtà, andare più a fondo nelle vostre realizzazioni: in cosa consiste il vostro approccio al lavoro e come riuscite a rendere concreta una vostra idea?

Il lavoro che viene svolto si concentra in una fase iniziale di elaborazione delle informazioni che abbiamo sul progetto, ognuno di noi si fa un’idea di un possibile tema progettuale prima della riunione. Alla prima riunione in genere ne seguono altre sul dibattito e sull’elaborazione comune di tutte le idee portate. Questa fase del progetto è quella più elettrizzante perché è anche quella che lascia lo spazio di imparare.

Uno dei mezzi che utilizziamo sempre per la progettazione sono i modelli di studio, realizzati velocemente anche con materiali vari. I modelli sono lo strumento per capire bene le scelte progettuali fatte e per vederle concretizzate.

Le fasi che vengono affrontate sono lo studio dell’idea progettuale, mettendo in dubbio le scelte e discutendo i vari temi; l’elaborazione dell’idea finale e infine la concretizzazione, una fase importantissima che vede l’artigianalità e la realizzazione del progetto stesso.

Qual è l’iter creativo che vi porta alla realizzazione di un vostro progetto?

Che si parli di un progetto con committenza o di un progetto pensato e proposto da noi l’iter progettuale parte sempre da una tematica di base che poi funge da fil rouge per tutte le scelte progettuali. Il tema viene scelto insieme, e poi viene elaborato attraverso prove, disegni e tante discussioni. Il gruppo si riunisce e discute attraverso l’utilizzo di un unico foglio su cui tutti appongono un contributo grafico, attraverso idee e considerazioni. L’idea viene masticata, per poi passare alla fase in cui il lavoro viene suddiviso all’interno del gruppo: avremo quindi un team che si occupa della grafica del progetto, sia per quanto riguarda il progetto che la sua promozione; un gruppo che invece si occupa dell’aspetto tecnologico e funzionale del progetto pensato; una parte del gruppo invece si occupa del lavoro di addetto stampa, contattando giornali per esempio e quindi della promozione a livello organizzativo e fattuale; un team dedicato all’aspetto economico e così via..

I ruoli vengono in genere definiti, in linea generale all’ingresso in Atelier, ogni componente possiede una determinata capacità o interesse per cui può essere un pezzo del puzzle totale.

In questo modo si arriva poi alla realizzazione, fase in cui il gruppo torna a lavorare insieme partecipando comunemente alla costruzione del manufatto.

Quali sono i vostri progetti per il futuro?

L’Atelier si pone l’obbiettivo di creare un definitivo studio che sia capace, attraverso un’attenta selezione di personalità adatte e varie tra di loro, di creare un tipo di servizio che riesce a spaziare nelle discipline, cercando poi di coniugare tutto ad un’unica grande tematica che è l’architettura. Prendendo ispirazione dalla precedente Bauhaus, l’Atelier vuole essere fucina di menti che produce idee sempre innovative e soprattutto poliedriche.

 C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

Il motto di 360atelier è Pensa Voltati Fai, questo motto è il sunto del tipo di approccio ai progetti che noi di solito abbiamo, l’idea di non essere soltanto menti che teorizzano o che riflettono ma anche e soprattutto che si muovono per rendere i propri progetti realtà, l’idea quindi dell’artigianalità, coniugare la mente e le mani.

Questa nostra filosofia è la motivazione che dovrebbe spingere i lettori a pensare di unirsi a noi, per essere parte attiva di un gruppo!

360atelier for Siloud

Sito webwww.360atelier.wordpress.com
Instagram: 360atelier_
Facebook: associazione360atelier
YouTube: 360atelier

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