InTheMusic: Granger, interview

Granger si è appassionata alla musica all’età di otto anni, quando è andata ad un concerto con la mamma. Con la sua musica vorrebbe comunicare che stare male è ok, è normale, chiedere aiuto è giusto così come avere paura. I suoi due brani sono: “27” (creato proprio con l’esigenza di esprimersi, scritto durante la prima quarantena) e “BLUE” (che parla di una richiesta d’aiuto davvero urlata, ma ad una persona con le orecchie un po’ chiuse).

Nome: Giulia
Cognome: Benvenuto
In arte: Granger
Età: 22 
Città: Milano 
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: 27, BLUE
Periodo di attività: dal 2016
Genere musicale: Alternative, R&B, Indie
Piattaforme: Spotify, YouTube etc.

Chi è Granger nella vita di tutti i giorni?

Granger è una ragazza di 22 anni, che è cresciuta al mare ma ora vive a Milano (con la nostalgia del mare). Nella vita scrivo, canto e nel mentre studio perché mi piacerebbe anche laurearmi, per me stessa. Nei tempi morti viaggio molto col pensiero.

Come sei passata da Giulia a Granger?

Diciamo che davvero poche persone mi chiamano Giulia, Granger è il mio soprannome da quando sono piccola, quindi Granger sono sempre stata io. È un soprannome che mi ha dato mia mamma, perché mi piaceva tanto Harry Potter ed ero una sapientina furba e che si preoccupa per gli altri proprio come Hermione, quindi in sostanza il passaggio da Giulia a Granger non è mai avvenuto con coscienza, al contrario del passaggio da Seawards (il mio precedente duo) a Granger, che ha richiesto un po’ più di presa di coscienza del volersi esprimere a pieno.

Quando ti sei avvicinata alla musica e quando, invece, hai capito di voler diventare un’artista? 

Da piccola andavo a trovare i nonni che abitano a Milano molto spesso e in macchina cantavo tutte le canzoni che passavano alla radio per 3 ore ininterrottamente. Mi è sempre piaciuto tanto cantare e la musica in generale. A 8 anni mia mamma mi ha portata al concerto di Giorgia al Mediolanum Forum e ricordo, quando sono entrata lì dentro, di aver detto: “cavolo ma questo è il posto più bello e grande del mondo”. Quando ho capito che con la musica si possono esprimere le emozioni in modo che ti battano contro il petto, allora lì è nato il desiderio vero e proprio del voler fare questo nella vita. Ero comunque piccola, non ricordo di aver mai voluto fare l’astronauta o il medico, sempre la cantante. Ah, alla fine al Mediolanum Forum ci ho anche suonato. 

Quali sono i tuoi riferimenti artistici e come si riversano nella tua musica?

Cerco di ascoltare molti generi diversi, perché in ogni genere ci sono cose particolari e dalle quali farsi influenzare o prendere ispirazione. Ho degli artisti preferiti, dico sempre che il mio Dio è David Bowie e che alla sua destra e sinistra ci sono Lorde e Florence + The machine, per me questi 3 artisti sono la perfezione. Poi amo Halsey, i Twenty One Pilots, Jorja Smith, Billie Eilish, The Neighbourhood, Willow e Jaden Smith, James Blake, Childish Gambino e la Rosalía e molti altri insomma, da loro prendo ispirazione in piccole cose che combino tra loro.

Ti senti una privilegiata ad essere nata ancora nel 1900. Questo ha a che fare anche con la musica?

Dico sempre questa cosa perché è strano e bellissimo pensare che siamo nel 2000 ma io sono nata ancora nel secolo scorso, che nella mia data di nascita ci sia un 1 davanti e non un 2. Mi stupiscono e mi meravigliano queste cavolate. Se avessi potuto scegliere musicalmente invece avrei voluto vivere anche i 30 anni precedenti alla mia nascita.

I tuoi brani parlano principalmente d’amore, con una punta di amaro e di presa di coscienza. Cosa cerchi di comunicare a chi ti ascolta e in cosa, più in generale, si caratterizzano le tue produzioni?

Vorrei comunicare che stare male è ok, è normale, chiedere aiuto è giusto così come avere paura. Le persone che amiamo e che ci amano non dovrebbero mai farci pesare il fatto che stiamo male anzi, al contrario, dovrebbero aiutarci. Dovremmo circondarci solo di persone che portino energie positive nella nostra vita. Vorrei che le persone imparassero ad apprezzare e accettare sé stesse, sotto ogni punto di vista; emotivo, fisico, sentendosi sempre libere di esprimersi senza paura.

Quali sono le tue uscite più recenti e come ci hai lavorato? 

Artisticamente sono diventata Granger da Novembre 2020 e per ora sono usciti 2 brani: 27 e BLUE. 27 è stata creata proprio con l’esigenza di esprimermi, l’ho scritta durante la prima quarantena mentre mi sentivo nel posto più buio della mia testa. Avevo voglia di urlare fortissimo, non sapevo più cosa stessi provando, mai. BLUE invece è nata recentemente, con altri 4 brani che usciranno a breve, ci ho lavorato in sessioni di studio con il mio produttore Luca Moreale. Ci conosciamo da poco e abbiamo deciso di passare un po’ di tempo in studio per approfondire questa conoscenza e ci siamo davvero trovati, c’è molta intesa, capisce quello che voglio comunicare e gli da un suono. BLUE parla di una richiesta d’aiuto davvero urlata, ma ad una persona con le orecchie un po’ chiuse e che si rende conto delle cose troppo tardi.

Quali sono stati i momenti più importanti del tuo percorso nella musica fino ad oggi e quanto hanno influito in quella che sei oggi? 

Sicuramente il cambiamento da Seawards a Granger è stato ad ora la cosa più importante e più difficile da fare, ma con i Seawards ho avuto grandissime soddisfazioni: un album, l’apertura dei concerti dei The Script al Mediolanum Forum e al Gran Teatro Geox e poi XFactor. Però mi hanno portato anche tante delusioni. Come Granger non mi sono ancora riuscita ad esibire Live a causa del Covid, ma non vedo l’ora di farlo e avere tantissime altre soddisfazioni con la nuova me! 

Quali progetti hai per il futuro? 

Far uscire tanta musica, fare quello che mi piace e mettere in musica tutte le mie idee (che sono tante). Vorrei far uscire un EP quest’anno e spero che si possa suonare live! 

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Per prima cosa vorrei dire ai vostri lettori di non aver mai paura di fare ciò che ritengono sia giusto per loro stessi e di non aver paura di esprimersi, qualsiasi sia la forma d’espressione. Se una cosa vi fa sentire bene, fatela. Infine vorrei invitarli a seguirmi e ascoltare la mia musica perché questo nuovo viaggio è appena iniziato ma sarà una bella giostra. Un saluto e un abbraccio, con la speranza di vederci in concerto! 

Granger for Siloud

Instagram: @sonogranger
Facebook: @GrangerMusica
YouTube:  granger

Credits: Nina Selvini, Astarte Agency

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