InTheMusic: Ultima Volta, Vince

È da un po’ che ormai si sente parlare della scena romana nel panorama musicale italiano del secondo millennio. Già in altre occasioni, come nel caso di “Nuvole“, abbiamo analizzato per linee generali quello che sta accadendo nella Capitale.

Vince è un giovane cantautore romano, attivo online ormai da diversi anni. Classe ’96, è cresciuto nella musica, partendo prima come chitarrista e poi trovando nel rap il giusto compromesso tra le parole e le corde. Noi di Siloud è da un po’ che seguiamo la sua musica e ogni volta siamo curiosi di sapere quale possa essere il suo passo successivo. Si avverte una continua ricerca del dettaglio e della perfezione, nonché la ricerca di una musica che lo possa rappresentare per intero.

Il suo ultimo brano si intitola “Ultima Volta” e viene fuori dopo diversi mesi di pausa e di riflessione. Lo stile è americano, riportandoci indietro agli anni 2000 dei Blink 182 e di tutte le band che hanno segnato quegli anni, ma le sonorità sono più che moderne, tuffandoci in quelle di artisti rap e trap di questi anni.

Vince, ultima volta

Abbiamo fatto delle domande a Vince per poter avere una panoramica completa sul suo periodo di pausa, sul suo nuovo brano e sui suoi progetti futuri.

“Ultima Volta è stata una boccata d’aria dopo mesi di apnea, un silenzio forzato dove le parole restavano chiuse tra i denti”. Eccoti di nuovo qui, dopo mesi di pausa, più carico di prima. Perché ti eri fermato?

Ciao ragazzi, innanzitutto è un piacere ritornare su Siloud dopo tanto tempo.

Il periodo di pausa che ho vissuto è stato dato dal più grande blocco di scrittura che io abbia mai avuto in vita mia. Non mi sono mai fermato dal lavorare, dal produrre, dallo scrivere; ho collaborato con molti ragazzi, con persone esterne, con produttori diversi, ho fatto anche diversi feat. Non ho, però, pubblicato niente perché stavo cercando di trovare il suono giusto e il momento giusto per uscire e di trovare l’essenza in quello che stavo facendo.

Questo singolo dà inizio al 2020 di Vince. Come nasce?

Questo singolo sicuramente dà inizio al 2020 di Vince, ma, in realtà, è il pezzo che ha dato inizio al 2019. È nato in collaborazione con Noone, è il primo pezzo su cui abbiamo lavorato insieme, con la sua produzione. È stato il primo flusso che ci ha portato a collaborare, a trovarci dal punto di vista artistico. È stata la scelta di cambiare, di rinascere e di trovare la forza e la voglia di riprendere a far musica dopo un periodo di pausa. Il concept nasce dalla ricerca di me, di un me che rappresentasse più me.

Il sound del brano è molto originale, dà una carica impressionante. È il giusto compromesso tra musica elettronica e musica strumentale, anche se avvertiamo anche un punk-trap di fondo. A quale genere si potrebbe accostare?

Sicuramente definire il genere di “Ultima Volta” è difficile, ma si può dire che lo stile sia più tendente all’America.

Abbiamo cercato di portare sonorità americane più tendenti alla musica degli anni 2000, come il punk dei Blink 182, dei Sum 41, dei Green Day, il tutto rapportato a musica più moderna, più trap, con suoni elettronici alla Travis Scott, XXX Tentacion, Yungblud, Lil Peep. Tendenzialmente, quindi, definire un genere non è semplice, ma le sonorità sono più scure, più “acustiche” (nel senso di più suonate) e la produzione è stata molto attenta, la ricerca del suono molto complicata.

Quali sono le differenze, sempre con riferimento al sound, tra questo brano e quelli passati sempre firmati Vince?

La differenza nei confronti dei singoli precedenti è nel sound che, come detto prima, questa volta è più influenzato da roba americana e anni 2000 e da roba più moderna come rap e trap. Dal punto di vista dei testi, sono passato da una descrizione per immagini e con poche metafore ad un testo con molte più metafore, personificazioni, giochi stilistici e linguistici e poche immagini, quest’ultime che servono più a legare una scena ad un imprinting mentale. Un ulteriore miglioramento è dato soprattutto dall’impostazione canora, ho provato a sfondare e superare i miei limiti. Ho fatto in modo di arrivare a delle possibilità alle quali non avrei mai pensato: un tempo cantare era non sforzarsi troppo e cercare di esprimere al massimo i sentimenti, oggi significa spingersi al limite per rappresentare emotivamente tutto ciò che si può.

A guardare il testo, sembra esserci una dedica particolare, non è vero?

La dedica particolare è in realtà rivolta verso la musica. La personificazione rappresenta fondamentalmente quella che è stata la mia compagna, la mia amante da quando ho 10 anni e che per un po’ di tempo mi ha abbandonato. Sei mesi di buio in cui mi sono trovato in un limbo tra voler fare e non riuscire a fare. Il concept dell’Ultima Volta è questo, rappresenta tutto l’amore nei confronti dell’unica “donna” che è sempre stata importante nella mia vita e che mi ha sempre accompagnato.

Qual è il legame tra il titolo “Ultima Volta” e le tematiche trattate nel brano?

Il titolo “Ultima Volta”, come si evince dal ritornello “dimmi che è l’ultima volta che te ne vai, te ne vai davvero”, fa riferimento alla musica stessa, a tutto il periodo in cui eravamo distanti e non ci riuscivamo a toccare. Tutta la descrizione, dal momento in cui se ne è andata a quando è ritornata, partendo dai “brividi sotto la pelle” per aver perso l’ispirazione e la forza di andare avanti in ambito musicale. “Siamo due gocce gemelle, due esatte metà” perché è sempre stata al mio fianco e tutte le gratificazioni che ho avuto nella mia vita sono state in lei, nella musica. “Dimmi che è l’ultima volta che te ne vai, te ne vai davvero” intende proprio “promettimi che sei tornata dopo questi sei mesi di blocco dello scrittore e che non te ne andrai più”.

Possiamo dire che Vince è tornato ufficialmente?

Una cosa è certa: Vince è tornato ufficialmente. Ci sarà un annuncio del prossimo singolo, probabilmente online a marzo, composto da due feat. Nel mese di febbraio uscirà sicuramente qualcos’altro. Il lavoro continua tutti i giorni per ricercare un sound e delle tematiche; continua anche lo scavo all’interno delle parole, delle testualità e di tutto ciò che corrisponde alla mia persona e non solo al personaggio. È tutto un qualcosa che collima con la mia musica e con questa musica, perché la musica per me deve essere emozione, rappresentazione di un periodo. Nel mio periodo indie ero più sereno, ora questa serenità è scomparsa, questo attaccamento nei confronti della vita è scomparso.

Dobbiamo aspettarci un album?

Le cose possono cambiare da un momento all’altro, non so cosa aspettarmi dal futuro ma si auspicano grandi cose. Se dovessi collaborare con qualcuno in questo momento, continuerei a farlo con i ragazzi con cui lo faccio ogni giorno e con cui stiamo costruendo questo sound e questa musica. Mi riferisco a Meteora, Rick Meyer, Dorian Kite, Noone, Cyrus Yung, Simoke, quindi vedremo. Per aspera ad astra.

Vince

Siamo certi che Vince continuerà a stupirci con la sua musica. Sta sperimentando nuovi generi, nuove sonorità, nuovi stili. Sta dando un bel contributo alla musica italiana e romana, portandoci più vicini ai nostri riferimenti oltreoceano. Vediamo cosa succederà.

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Instagramhttps://instagram.com/vince_lion?igshid=1ho5d3rk1h8s5
YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCOiicUpwb0lcW9TAIG6ahfQ
Credits: Sergio Mattarella, Raphhaolic magazine

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